Chiunque abbia trascorso le vacanze in Salento non può dimenticare la bellezza e la magina di Porto Selvaggio.
Si tratta della più ampia e affascinante area protetta del Salento, che comprende 1.100 ettari dei quali 300 coperti da Pini di Aleppo.

Il parco fu istituito ufficialmente nel 1980 grazie alla donazione dei terreni del Barone Angelo Antonio Fumarola di Porto Selvaggio, e poi implementato nel 1997.

Comprende diverse baie, alcune delle spiagge più belle del Salento, grotte e antiche torri di avvistamento, oltre che aree archeologiche di assoluta rilevanza nella storia del Salento.

Per tutti i giovani che scelgono le Vacanze a Gallipoi, Porto Selvaggio, è di certo una delle più belle cose da vedere in Salento!

Cosa vedere a Porto Selvaggio

Porto Selvaggio è un paradiso naturale che regala tantissime attività e cose da vedere. Tra percorsi di trekking, spiagge e aree verdi dove rilassarsi e luoghi dove fare tuffi, non potrete di certo annoiarvi.

Vista dal bosco della baia di Uluzzo

La baia di Uluzzo

Arrivando a Porto Selvaggio da nord, precisamente da Porto Casareo incontrerete, sulla strada litoranea, il Fico d’India, noto locale della zona.
Parcheggiate e mettetevi le scarpe da ginnastica, o comunque degli scarponcini da camminata.
Inizia proprio qui il sentiero che porta alla baia di Uluzzo.

Il tragitto è scosceso e molto sdrucciolevole: bisogna prestare attenzione ed essere minimamente attrezzati.
Dopo 20 minuti di cammino e di arrampicate, però, vi troverete in paradiso e tutti i vostri sforzi saranno ripagati.

La baia di Uluzzo è semplicemente incantevole. Dall’alto della scogliera si vede torre Uluzzo che domina il paesaggio, e il mare che qui ha un colore turchese  difficile incontrare in altre zone.

L’accesso alla spiaggia è abbastanza scomodo: si tratta di scogliera bassa e poco confortevole sia per camminare che per sostare a prendere il sole.
Se però volete vedere quello che molti definiscono il tramonto più bello del Salento Ionico, dovete fermarvi qui fino alle 20.00.
Quella è l’ora in cui il sole scende e si nasconde dietro la torre Uluzzo, illuminandola insieme al mare di un arancione soffice e suadente.

Come già detto il mare è a dir poco eccezionale, ed è possibile, in questa area di Porto Selvaggio, visitare alcune grotte, di cui però parleremo nello specifico dopo.

Ultimo particolare: la presenza di correnti fredde derivanti dalle risorgive di acqua dolce che si originano nei pressi della costa e che sfociano in mare.

La Spiaggia di Porto Selvaggio

Se pensate ad una tipica spiaggia del Salento sabbiosa e attrezzata, siete fuori strada. La spiaggia di Porto Selvaggio, infatti, è molto di più.

Anzitutto vi diciamo che si tratta di una spiaggia piccola e molto frequentata: soprattutto in alta stagione l’affollamento è alto.

Inoltre si tratta di una baia ghiaiosa, per arrivare alla quale dovrete percorrere, dal parcheggio principale del parco di Porto Selvaggio, più di un km a piedi.
Non proprio il posto perfetto per chi ama la comodità e la spiaggia tradizionale.

Quello che non si può spiegare è ciò che si prova quando vi si giunge. Il paesaggio naturale è a dir poco unico, incontaminato e perfetto.
L’accesso al mare è tutto sommato comodo, anche se non esiste una spiaggia e il litorale è talmente scosceso che a pochi metri dalla spiaggia è possibile salire sulle scogliere per tuffarsi.
Se nella baia l’acqua è bassa, infatti, appena le scogliere prendono il dominio della costa, le profondità diventano significative. Proprio questo consente di tuffarsi senza  grossi problemi, anche se sempre con la massima attenzione.

Durante un bagno è possibile arrivare in poche bracciate alla Grotta Verde, mentre sempre nelle vicinanze è possibile entrare nella Grotta Gaia, raggiungibile a piedi seguendo il litorale.

Una delle immagini più belle delle Spiaggia di Porto Selvaggio si vede raggiungendo la bella Torre di Santa Maria dall’alto (detta anche Torre dall’alto).
Si trova a Nord, in direzione Gallipoli, e da qui la vista si estende su tutto il parco ed è a dir poco incredibile.

Torre dell'Alto che domina la baia di Porto Selvaggio

Le grotte e i ritrovamenti archeologici

Porto Selvaggio è anche un luogo dalla grande importanza archeologica.
Qui, infatti, vennero scoperti diversi reperti risalenti alle e tà neolitica, neanderthaliana, e romana.

Parliamo nel dettaglio dei siti archeologici più importanti a Porto Selvaggio.

Grotta del Cavallo

Questo sito archeologico è uno dei più importnati d’Europa, soprattutto a livello stratigrafico.

Qui venne individuata le riconosciuta la cività Uluzziana, risalente a circa 75.000 anni prima di Cristo. Questo identificherebbe l’uomo Uluzziano come un Uomo di neanderthal, anche se studi più recenti danno risultati che fanno propendedre nel datare i reperti a 43.000 anni fa, attribuendoli pertanto ad un uomo moderno.

 Serra Cicora

Qui è situato lo scavo più moderno del contesto archeologico di Porto Selvaggio.
Sono state scoperte, infatti, tracce di un antico villaggio risalente a 5000 anni prima di Cristo: nella fattispecie ceramiche e incisioni, oltra a una trentina ri reperti umani. Questi ultimi attestano l’utilizzo dell’area anche a livello funerario/spirituale.

Grotta Riparo Zei

In questa grotta si trovano i reperti più antichi. Partiamo infatti con ritrovamenti datati 120.000 anni prima di Cristo per arrivare ad altri risalenti a 50.000 anni a.C.

SI tratta soprattutto di reperti di animali, soprattutto cavalli, asini, bovini e altri animali domestici

Il museo di Nardò

I reperti ritovati nei lavori archeologici che coinvolgono il Parco di Porto Selvaggio sono conservati al museo della preistoria di Nardò.
Qui si può trovare un percorso che ricopre più di 100 mila anni della storia dell’uomo.

Gli scavi e gli studi archeologici, nei vari siti, sono ancora in corso, anche se il sito più “attivo” è quello della grotta del Cavallo

Vista della Palude del Capitano, nei pressi di Porto Selvaggio, in Salento

La Palude del Capitano

Questo ambiente naturale particolarissimo fa parte del parco di Porto Selvaggio ed  è uno dei più caratteristici esempi del carsismo in Italia.
In realtà tutto il parco ha diversi ambienti carsici, come testimoniano le numerose risorgive di acqua dolce che spesso affiorano o sboccano in mare.

La Palude del Capitano è il più grande dei laghetti carsici che si trovano nella zona di Porto Selvaggio.
Tutto attorno la vegetazione e la fauna sono splendidamente rigogliose e si discostano dall’intorno. La presenza di acqua dolce è infatti un fortissimo incentivo alla crescita della vita attorno a questo luogo.

Come arrivare a Porto Selvaggio

Il parco regionale di Porto Selvaggio è raggiungibile in auto o con i bus di linea.

Per giungervi bisogna intraprendere la strada litoranea Gallipoli – Porto Cesareo, una delle più belle strade del Salento.
Vi sorgono infatti moltissime masserie storiche e i punti panoramici sono tantissimi.

I punti di sosta sono tendenzialmente due: il primo è il parcheggio del “Fico d’India” noto locale della zona; il secondo è il parcheggio a pagamento di Porto Selvaggio.

Il primo è perfetto per raggiungere la baia di Uluzzo e per godere del più bel panorama al tramonto del Salento ionico.
Lasciando l’auto qui, infatti, bastano 20 minuti di camminata su un sentiero un po’ impervio, per arrivare alla baia di Uluzzo e vedere uno spettacolo senza pari.

Dal parcheggio di Porto Selvaggio, invece, si entra dal cancello nella pineta. Attraversarla è agevole e rilassante, e in una ventina di minuti si raggiunge la spiaggia di Porto Selvaggio, il luogo più ambito del parco.

Da qui si può scegliere se trascorrere una piacevole giornata di tuffi, bagni, snorkeling e relax, o se fare un po’ di sano trekking tra le grotte e per i sentieri di uno dei luoghi più affascinanti del Salento.